Quando sento un’emozione
di fronte a una terracotta,
una pietra, i segni della storia,
un fossile e, in seguito,
passo a un piano intellettuale
dell’esperienza, mi dico:
l’emozione parla del mio
essere antico in corso.

Si crea una sospensione
del tempo che pure risponde
a qualcosa che scorre, ma,
per comprenderci, il campo
prodotto da quell’oggetto
“lontano” e il mio essere
nel presente sospende
il concetto del tempo che
convenzionalmente abbiamo.
Tutto si dà nel prima e nel poi,
per intenderci, perché tutto
si dà in un eterno presente
manifestante e manifestato.

ARCAICA
(1996)

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